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Studio pan-europeo dimostra che i pesticidi neonicotinoidi danneggiano le api selvatiche

Lo studio “Country-specific effects of neonicotinoid pesticides on honey bees and wild bees”, pubblicato su Science da un team di ricercatori britannici, tedeschi e ungheresi guidati da Ben Woodcock del Centre for ecology and hydrology (Ceh) del Natural environment research council (Nerc), espone i risultati di un esperimento sul campo su vasta scala per valutare gli impatti di pesticidi neonicotinoidi sulle api da miele e le api selvatiche in tutta Europa.

Neonicotinoidi, le lobby dei pesticidi all’assalto di Bruxelles

I colossi dell’agrochimica tornano all’assalto di Bruxelles per salvare i loro prodotti a base di neonicotinoidi. Nel 2013 l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) aveva puntato il dito contro il thiamethoxam (prodotto da Syngenta), il clothianidin e l’imidacloprid (entrambi prodotti da Bayer) nel caso di applicazione spray sulle colture. L’Agenzia Ue con sede a Parma aveva poi concluso in uno studio del 2015 che «sono stati identificati gravi rischi o non è stato possibile escluderli».

L’EFSA: I PESTICIDI KILLER DELLE API DEVONO ESSERE BANDITI

Un anno dopo la scadenza della moratoria biennale sui tre pesticidi neonicotinoidi, l’Efsa, Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha emesso un parere sfavorevole su due dei tre prodotti chimici. Clothianidin, imidacloprid (entrambi della Bayer) pongono gravi rischi per le api. Sul terzo, il thiamethoxam (Syngenta), si è ancora in attesa della relazione che dovrebbe però confermare anche in questo caso lo “sconsiglio”.

Per la moria di api sotto accusa l'imidacloprid

Uno studio dell’Università di Trento (CIMeC e Dipartimento di Fisica), pubblicato oggi sulla rivista Scientific Reports indaga gli effetti che l’insetticida più usato al mondo (Imidacloprid) anche se presente nell’ambiente in concentrazioni ben al di sotto dei limiti letali, ha un effetto dannoso nel cervello degli insetti. Le ripercussioni rilevate nel cervello delle api riguardano l’ambito della memoria, dell’orientamento e, per la prima volta viene dimostrata anche una connessione con la perdita dell’olfatto.

Api: attenzione questi insetti sono ufficialmente a rischio estinzione

Possiamo immaginare un mondo senza miele? No affatto! Eppure potrebbe accadere perchè da oggi le api sono state chiamate a rischio estinzione. E se le api venissero finalmente protette non sarebbe una splendida notizia? Questo si accadrà, ma negli Stati Uniti in quanto per la prima volta sono state dichiarate ufficialmente a rischio di estinzione. Gli apicoltori degli Stati Uniti hanno perso circa il 40% delle loro colonie di api nel solo 2015, come emerso da una recente indagine. Solo questo dato dovrebbe farci riflettere sull’effettiva situazione di pericolo delle api.

Api/Pesticidi. Conoscere per parlare e... per poter agire… con cognizione di causa

Il Centro di Riferimento Tecnico per l’Apicoltura Problematiche Ambientali e Nutrizionali di Unaapi ha sviluppato negli anni una più che proficua ollaborazione con tutti gli enti, soggetti istituzionali e scientifici che si sono variamente impegnati per rimediare alle cause che provocano il collasso di api e impollinatori. Vai riconosciuta alla ricerca scientifica italiana – perché significativamente pubblica e non condizionata? - una notevole capacità di monitoraggio e d’indagine. Grazie anche all’insieme di ricerche italiane si sono affermate alcune semplici, ma determinanti, modalità di studio, quali: l’insensatezza della traslazione all’alveare della dose letale 50 manifestata dalle singole api; la distinzione fra mortalità invernali e in stagione attiva; l’impatto ambientale della contaminazione in epoca di semina con concianti sistemici; la considerazione della possibilità che sia: “la goccia prodotta dall’uomo che fa traboccare il vaso”; le variegate vie di posizione “abitualmente” non considerate ecc… Il CRT Unaapi ha quindi ritenuto indispensabile proporre una disamina dello stato delle conoscenze sui comprovati e possibili effetti dei pesticidi sulle api, per:
• Denunciare infondatezza e falsità delle rassicurazioni sulla: “certa assenza di conseguenze”.
• Evidenziare quanti e quali sono gli aspetti non considerati rispetto ai possibili effetti dei pesticidi (puntuali o
ancor peggio: cronici) su api, impollinatori e vivente.
• Invitare apicoltori e cittadinanza tutta ad andare oltre la vaga lamentela, documentandosi adeguatamente.
Ringrazio i ricercatori che hanno redatto tale imponente e istruttiva, complessa ma fruibile, rassegna. A quanti si misureranno con la lettura l’auspicio di far tesoro di tale mole di accertamenti scientifici…

Due pesticidi possono danneggiare il cervello dei bambini

A lanciare l'allarme sono gli esperti di prodotti fitosanitari dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che propongono l'abbassamento dei livelli guida per l'esposizione ammissibile ai due neonicotinoidi tossici per il cervello dei più piccoli: acetamiprid e imidacloprid. Ad avvalorare i possibili rischi per la salute umana è la stessa finalità di questi composti, ovvero quella di paralizzare l’apparato nervoso degli insetti portandoli alla morte. Gli insetticidi in questione, spiegano gli esperti, “possono avere un effetto avverso sullo sviluppo dei neuroni e delle strutture cerebrali associate a funzioni quali l’apprendimento e la memoria”.

Insetticida in gravidanza (Imidacloprid e Acetamiprid)

L'esposizione a particolari insetticidi in gravidanza può avere effetti negativi sullo sviluppo del sistema nervoso del bambino. Da diverso tempo gli apicoltori evidenziano che l'utilizzo di particolari insetticidi sta causando la moria delle api e chiedono una drastica riduzione del loro uso, ora anche gli esperti dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) propongono un abbassamento dei livelli guida visti i potenziali effetti che ci sono anche sull'uomo. Tali sostanze potrebbero arrivare nella catena alimentare della donna attraverso frutta e verdura anche di tipo bio se nei campi circostanti si fa uso di pesticidi e insetticidi.

Bayer AG è più minaccioso di Monsanto?

Uno dei maggiori esperti europei sugli effetti dei neonicotinoidi, tossicologo olandese Henk Tennekes sottolinea, a differenza sostenuto da Bayer e produttori di neonicotinoidi altre api che vivono vicino a campi irrorati, esposte ai neonicotinoidi durante tutta la stagione in crescita . Il veleno ricco così più. Tennekes spiega come le api sono esposte per tutta la stagione di raccolta questi composti e vari altri pesticidi. In primavera, livelli estremamente elevati di clothianidin e thiamethoxam trovato nei gas di scarico di attrezzi agricoli a semina di mais trattato. "Nella parte inferiore di ogni campo che abbiamo testato, abbiamo trovato neonicotinoidi, nei campi incolti."

Moria delle api: gli insetticidi altererebbero il loro DNA

Moria delle api. Gli insetticidi si trovano nuovamente sotto accusa. Un nuovo studio pone in correlazione la morte diffusa delle api all'impiego di pesticidi. Mentre gli Stati Uniti hanno negato la connessione tra declino delle api e impiego di pesticidi tossici, la Commissione Europea ha proposto una messa al bando temporanea di tre neonicotinoidi, in attesa di nuove conferme scientifiche sulla loro effettiva azione negativa nei confronti delle api. Una ricerca condotta di recente presso l'Università di Nottingham ha dimostrato che una determinata categoria di insetticidi è in grado di provocare alterazioni del DNA delle api. Lo studio mostra una chiara correlazione del fenomeno con l'insetticida imidacloprid. I risultati delle ricerche sono stati pubblicati sulla rivista PlosOne.